Furbetti del cartellino: il licenziamento disciplinare previsto già nel Decreto Brunetta

0
666

In questi ultimi mesi nei vari telegiornali siamo venuti a conoscenza di fatti poco gradevoli in merito alle cattive “regole” di chi possiede un posto di lavoro nella Pubblica Amministrazione. Alcuni dipendenti pubblici di alcuni Comuni italiani avevano l’abitudine di timbrare il proprio cartellino e nella foga timbrare anche quello dei propri colleghi o in molti, dopo aver timbrato, dirigersi al mercato rionale più vicino, al bar per la colazione o addirittura svolgere altre attività. Sembra che siano arrivati tempi difficili per questi dipendenti-furbetti e che finalmente sia possibile mettere in pratica la legge e fare giustizia per i tutti i bravi lavoratori.

Il 7 dicembre 2015 il Ministro Nadia Madia ha annunciato difatti dei provvedimenti ad hoc in merito, ma ci urge sottolineare che l’articolo 55 quater del decreto legislativo 150 del 2009, il cosiddetto decreto Brunetta, conteneva delle soluzioni per tale problema, come ad esempio: il licenziamento disciplinare in merito alla timbratura del cartellino sul posto di lavoro. Secondo quest’articolo la “falsa attestazione della presenza in servizio, mediante l’alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente, ovvero giustificazione dell’assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa o che attesta falsamente uno stato di malattia”.
È una forma particolarmente grave di licenziamento in quanto la legge prevede che venga attivato senza preavviso e cioè dal momento stesso in cui l’organo responsabile firma il provvedimento.

Le norme attualmente in vigore prevedono l’obbligatorietà dell’azione disciplinare e inoltre stabiliscono che i dirigenti che non danno avvio al procedimento disciplinare possono a loro volta essere sanzionati per aver omesso un atto importante.
Perché il ministro Madia non dispone dei controlli affinché il decreto 150 venga applicato, anziché pensare a nuovi provvedimenti? Forse si continua a sbagliare approccio: anche questo problema italiano non può e non deve essere considerato una questione politica.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY