Nuove tutele con il Jobs Act per chi svolge un lavoro notturno

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Il decreto legislativo n. 80/2015 contenente le misure per la conciliazione vita-lavoro è in prossimità di attuazione in quanto previsto dal Jobs Act. Il provvedimento favorirà la possibilità di svlogere  prestazioni di  “lavoro notturno” per almeno tre ore al giorno in maniera abituale e continuativa, o tre ore per almeno 80 giorni lavorativi all’interno di un anno.

Il lavoro notturno prevederà una retribuzione maggiorata del 20-30% rispetto a quello giornaliero, che va estesa al trattamento di fine rapporto solo se il lavoro notturno riguarda la normale turnazione prevista dall’attività aziendale.

Di contro il Governo ha previsto dei divieti in materia di lavoro notturno, imposti:

  • ai minorenni, se le attività che potrebbero svolgere in quelle fasce orarie non riguardano attività di carattere culturale, artistico, sportivo, pubblicitario;
  • ai minori con età superiore a 16 anni per cause di forza maggiore e altri casi esplicitati dai contratti collettivi nazionali;
  • ai genitori adottivi e affidatari, in particolare alla lavoratrice e madre adottiva o affidataria di un minore, o alternativamente al padre, nei primi tre anni dall’ingresso del minore nella famiglia e comunque non oltre il compimento del dodicesimo anno di età.