Trattativa Governo-Sindacati sul rinnovo contrattuale e sulle possibili ipotesi di riforma per la PA

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Il ministro Madia prevede di gestire in maniera semplice la riforma della PA e di porre particolare attenzione ad alcune focali tematiche: l’assunzione delle ferie e delle assenze per malattia, ma anche gli aspetti retributivi.

La riforma potrebbe trovare attuazione in due diversi momenti:

  1. attraverso la revisione delle regole di base contenute nei contratti di lavoro nazionale delle professioni, disciplinandone le specificità con nuove regole.
  2. Attraverso la modifica delle retribuzioni.

In particolar modo, scuola, sanità, pubblica amministrazione statale e i cosiddetti “poteri locali” saranno i soggetti di questa riforma. La novità della Pubblica amministrazione statale racchiuderà, al suo interno, professioni del tutto separate e disomogenee che vanno dai dipendenti dei ministeri, a quelli delle agenzie fiscali, delle istituzioni politiche e via dicendo. La riduzione a solo quattro comparti per tutta la pubblica amministrazione potrebbe produrre la diminuzione dei sindacati ammessi al tavolo delle trattative con conseguente minore peso contrattuale e rappresentanza dei vari settori dell’impiego pubblico.

Si spera che il Governo arrivi ad una soluzione entro il prossimo gennaio, ma gli ostacoli da superare sono effettivamente imponenti come ad esempio il rinnovo del contratto degli statali, ormai bloccato da molti anni e, naturalmente, l’adeguamento retributivo.

Lo stanziamento dei 300 milioni di euro utile per l’aumento in busta paga per gli statali previsto per il 2016 è insufficiente agli occhi dei sindacati, in quanto si tratterebbe di qualche euro in più al mese.