Le madri lavoratrici hanno diritto alla NaSpi

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Le lavoratrici in gravidanza possono lasciare volontariamente il lavoro e percepire il sostegno contro la disoccupazione, la cosiddetta NaSpi, per prendersi cura del neonato o per avvicinarsi alla data del parto con maggiore serenità. Questo è un principio riconosciuto dall’ordinamento giuridico e può essere esercitato dalla lavoratrice durante il periodo di maternità, ex art.55 del D.Lgs. n.151 del 2001,  ovvero da 300 giorni prima della data presunta del parto e fino al compimento del primo anno di vita del figlio.

Chi può usufruire di tale strumento?

  • Tutte le lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato
  • Tutte le lavoratrici dipendenti a tempo determinato anche assunte con rapporti part-time.

Inoltre, per riuscire ad ottenere tale sostegno economico bisogna rispettare due condizioni importanti:

  • possedere contributi per almeno 13 settimane nei 4 anni che precedono la cessazione del rapporto di lavoro;
  • 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi antecedenti l’inizio del periodo di disoccupazione.

Se tutte queste condizioni saranno soddisfatte la lavoratrice può accedere ad un sostegno pari alla metà delle settimane lavorate nei 4 anni antecedenti le dimissioni.

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