Cognome della madre per i figli, la Corte Costituzionale dà il via libera

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La Corte Costituzionale ha reso legittima la possibilità di dare ai propri figli il cognome materno rendendo così incostituzionale la norma che prevede l’automatica attribuzione del cognome paterno al figlio legittimo in presenza di una diversa volontà dei genitori.

Questo risultato è la conseguenza di una battaglia legale durata per diversi anni e sollevata dalla Corte di appello di Genova nel 2006, ma senza ottenere risultati positivi, e nel 2012 in relazione ad un caso preso in esame e avente come protagonista un bambino con cittadinanza italo-brasiliana. Con tale sentenza i genitori potranno così attribuire il doppio cognome al proprio figlio al momento della registrazione. La sentenza dovrà comunque essere depositata per capire quali siano state le motivazioni che hanno portato la Corte Costituzionale ad una tale decisione. Ma, è ben chiaro che con un tale risultato viene meno la violazione di una serie di diritti costituzionali come quello dell’identità personale e di pari dignità dei genitori per cui l’Italia era stata condannata dall’Europa già nel 2014.

Nel dettaglio, il sistema italiano di attribuzione del cognome, anche se giustificato dalla Corte Costituzionale come radicato nel costume sociale con le ordinanze 176/1988 e 586/1988, è stato ritenuto con la sentenza n. 61/2006retaggio di una concezione patriarcale della famiglia, la quale affonda le proprie radici nel diritto di famiglia romanistico, e di una tramontata potestà maritale, non più coerente con i principi dell’ordinamento e con il valore costituzionale dell’uguaglianza tra uomo e donna”. Secondo i Giudici di Strasburgo, pur restando legittima la disciplina che attribuisce ai figli il cognome del padre, la mancata previsione di un’eccezione che conceda ai coniugi il diritto di attribuire al figlio al momento della nascita il solo cognome della madre viola l’art. 8, Diritto al rispetto della vita privata e familiare, e l’art.14, Divieto di discriminazione in tal caso fondata sul sesso dei genitori.

Nonostante l’approvazione della Legge n. 219/2012 in tema di filiazione e sebbene la norma riguardante la scelta del cognome per il proprio figlio sia stata approvata alla Camera nel 2014, il Senato a distanza di due anni non ha ancora preso in considerazione la questione, forse questa sentenza darà inizio ad una svolta.