Calcolo errato TARI, come richiedere il rimborso

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Il Governo conferma lo sbaglio che vari Comuni italiani hanno prodotto ai danni dei cittadini con il calcolo errato della TARI, l’imposta comunale istituita con la Legge di stabilità per il 2014, che con IMU e TASI costituisce la IUC (Imposta Unica Comunale).

La TARI è una tributo dovuto dal cittadino che possiede o detiene a qualsiasi titolo locali o zone scoperte suscettibili di produrre rifiuti di natura urbana; fatta esclusione per le aree scoperte pertinenti o accessorie a locali tassabili, nonché le aree comuni condominiali. Il tributo da pagare è corrisposto sulla base di una tariffa riferita all’anno solare e commisurata, tenendo conto dei criteri determinati mediante il metodo normalizzato, ex D.P.R. n. 158 del 1999.

In altre parole, l’importo della TARI dipende da:

  • Una quota fissa che deriva dai metri quadri dell’abitazione
  • Una quota variabile in riferimento al numero di abitanti della casa moltiplicata per le pertinenze presenti

È proprio nel calcolo di questa parte variabile che si crea l’errore, alcuni Comuni italiani hanno moltiplicato difatti la quota variabile per tutte le pertinenze della casa (appartamento, garage, cantina) anziché una volta soltanto (la singola utenza composta da appartamento, garage e cantina), con un aggravio non indifferente per i contribuenti che ha dovuto versare una somma maggiore a quanto dovuto.

Sono molti i Comuni che hanno commesso l’errore di calcolo, da Nord a Sud, dalle grandi alle piccole città di provincia. Tutti i cittadini che si ritrovano un calcolo errato in bolletta potranno richiedere il rimborso spettante.

Contattate ASSOINFORMA per ottenere maggiori informazioni sulle modalità di rimborso, i nostri consulenti si prenderanno carico delle vostre richieste.

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